Che, con “i soldati francesi a Kiev” il presidente francese Macron avesse azzeccato la sua mossa, l’aveva già scritto efficacemente Marco Setaccioli su Inoltre. Ulteriore conferma viene dalla reazione di due archetipi della guerra ibrida russa in Europa: il propagandista spudorato e il buon padre di famiglia tremebondo. Entrambe queste figure, ognuna a suo modo, sono asset della propaganda russa e lo sono diventate ancora di più dopo che si è scoperto che il secondo esercito più potente del mondo non era poi così potente. E così entrambi gli archetipi, di fronte all’attivismo di Macron, si sono subito messi all’opera. Uno dei più noti propagandisti spudorati italiani, il più grottesco, quello che scrive come un bambino cattivo che scrive male, di fronte all’ipotesi di vedere la legione straniera francese a Kiev, evoca subito l’olocausto nucleare. E’ un propagandista e le sue parole sono interessanti perché, pur in modo sgangherato, veicolano il messaggio di Putin al mondo: chiunque interferisca con i piani imperialisti della Russia sappia che, nella nostra oramai conclamata impossibilità di uscire da vincitore in una guerra convenzionale, useremo il nostro arsenale nucleare. Al propagandista spudorato e a chi gli scrive le veline sembra non interessare l’evidenza che l’arma nucleare non è un’opzione militare. Lo abbiamo imparato dai tempi del film War Games ed era il 1983 che nessuno vince in una guerra nucleare. Evocarla manifesta la disperazione dello scacchista che di fronte all’impossibilità di vincere la sua partita decide di buttare all’aria la scacchiera. Tutto questo per dire che Macron ha capito una cosa che Antonio Tajani e altri tremebondi padri di famiglia non riescono a capire: la Russia combatte due guerre, una sul terreno contro gli ucraini e un’altra ibrida o psicologica contro il mondo occidentale. Per evitare l’escalation ovvero trasformare la guerra ibrida in una guerra vera dagli esiti catastrofici occorre contrastare la Russia in due modi: sostenendo lo sforzo bellico degli ucraini e rispondendo ai temerari bluff e rilanci di Putin con altri bluff e altri rilanci. Putin ha messo in piedi una criminale e sanguinosa partita di poker, scommettendo sul fatto che il mondo occidentale l’avrebbe giocata con bari doppiogiochisti e padri tremebondi. Qualcuno gli sta cominciando a far capire che non è ancora detto che andrà così.









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